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Progettare il Digital Training #3: Il Microlearning

Il microlearning è argomento trend topic in e-learning e corporate training: pillole di training brevi, concise, intense, adatte ad ambienti mobile e utili per ridurre i problemi delle tempistiche di fruizione da parte degli utenti.

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Ma la versatilità e la semplicità di tale strumento può essere un’arma a doppio taglio. Di seguito cinque convinzioni erronee da evitare riguardo il microlearning. Se vuoi, leggi gli episodi precedenti:

  1. Progettare il Digital Training #1: le convinzioni ingannevoli
  2. Progettare il Digital Training #2: gli errori da evitare
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1) Soluzione magica?

Il microlearning è una strada formativa molto perseguita negli ultimi tempi, grazie anche all’adattabilità su dispositivi mobile.

Ma questo non vuol dire che possa soddisfare la totalità della necessità formativa: non è la bacchetta magica che risolverà tutti i problemi. Il microlearning risponde a determinati bisogni ma non a tutti, essendo oramai il digital training un insieme eterogeneo ed interconnesso di metodologie e tecniche che devono funzionare tutte insieme, come un meccanismo ben oleato e perfettamente funzionante.

Al microlearning è bene affiancare altre risorse come documenti scaricabili, business game, social learning ecc. per avere una formazione a 360°.

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2) Brevità VS Qualità

Ultimamente si pensa che la frammentazione di corsi brevi e concisi serva per ridurre il problema dell’attenzione negli utenti.

Ma, a livello pedagogico, non è solo la brevità dei contenuti a mantenere alta l’attenzione, quanto piuttosto la capacità nel renderli ‘seducenti’, grazie all’utilizzo di tecniche di gamification, di storytelling, di design grafico.

La brevità non deve tradursi in un abbassamento di qualità, pena la perdita di efficacia formativa.

 
 
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3) Durante e non dopo

Se si pensa al microlearning come digital training breve e intenso, lo si associa spesso a una formazione veloce e da fare nelle brevissime pause lavorative, tra una riunione e l’altra, durante le pause pranzo o le pause caffè o una volta tornati a casa.

Se da un lato tale trend nasce anche per venire incontro alle esigenze di tempo degli utenti e delle aziende, dall’altro ogni tipologia di formazione dovrebbe far parte integrante del tempo stesso speso per l’operatività sul posto di lavoro.

La formazione in microlearning non è necessariamente separata dal momento lavorativo ma, anzi, può essere un supporto integrativo e costante, una forma di apprendimento digitale semplificata e immediata, a disposizione in ogni istante.

4) Ricorsività

“Ricorsività”, una parola che non mi stanco mai di utilizzare. Il punto di forza del microlearning è quello di spezzare concetti complessi e vasti in piccoli pezzi ma, ognuno di questi, fa parte di un puzzle ben definito.

Bisogna stare attenti dunque a non erogare una moltitudine di corsi che, alla lunga, senza un percorso controllato e ben strutturato, potrebbero sembrare tanti frammenti univoci che non hanno collegamenti fra loro e che sarà dunque difficilissimo per gli utenti ricollegare mentalmente ai macroargomenti di cui fanno parte.

Ogni elemento di microlearning è necessario che sia ricorsivo in altri, che si possano dunque ricollegare fra loro e che siano facili da cercare per chi vuole continuare ad approfondire la formazione in una determinata materia.

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5) Ammazzare il tempo

Quanto tempo deve durare un corso di microlearning? Un minuto, cinque, mezz’ora?

È vero che deve essere ‘micro’ ma non deve essere semplificato al punto da perdere del tutto il suo valore formativo.

Non ‘ammazzate’ il tempo dunque, un minuto in più per spiegare al meglio il concetto può essere prezioso per portare a termine l’obiettivo più importante di tutti: generare apprendimento al meglio delle possibilità e con tutta l’efficacia che necessita.

 
 

Tenendo bene a mente questi punti si potrà costruire una formazione sempre più eterogenea nei mezzi utilizzati ed omogenea nei contenuti erogati e il microlearning potrà essere fra i supporti migliori al vostro digital training.

Alla prossima e buon lavoro a tutti noi!

Agostino

 

Agostino Marengo è Co-Founder di Osel (osel.it), Docente Universitario e Ingegnere meccanico. Agostino è attivo nel settore dell’online learning dal 1997, quando ha fondato il suo gruppo di studio chiamato OSEL: Open Source e-learning. Nel 2009 ha fondato la sua start-up, Osel, come Spin-off company dell’Università degli Studi di Bari. Da allora Osel supporta le maggiori aziende nazionali ed internazionali, offrendo prodotti e servizi e-learning ad elevata qualità.
Maggiori informazioni su https://www.agostinomarengo.com/agostino-marengo/

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